{"id":9665,"date":"2019-11-11T11:59:43","date_gmt":"2019-11-11T09:59:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/?page_id=9665"},"modified":"2019-12-28T12:05:02","modified_gmt":"2019-12-28T10:05:02","slug":"mons-antonio-bianchetto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/8296-2\/storia-2\/parroci-di-san-zenone\/mons-antonio-bianchetto\/","title":{"rendered":"Mons. Antonio Bianchetto"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\r\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td align=\"center\">\r\n<div id=\"attachment_189\" class=\"wp-caption aligncenter\">\r\n<p><a href=\"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/la-storia\/i-parroci\/monsantoniobianchetto\/\" rel=\"attachment wp-att-189\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-189 \" title=\"MonsAntonioBianchetto\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MonsAntonioBianchetto-447x600.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 268px) 100vw, 268px\" srcset=\"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MonsAntonioBianchetto-447x600.jpg 447w, http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MonsAntonioBianchetto-186x250.jpg 186w, http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MonsAntonioBianchetto.jpg 765w\" alt=\"Mons Antonio Bianchetto\" width=\"268\" height=\"360\" aria-describedby=\"caption-attachment-189\"><\/a><\/p>\r\n<p id=\"caption-attachment-189\" class=\"wp-caption-text\">Mons Antonio Bianchetto<\/p>\r\n<\/div>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td>Il Vescovo Zinelli chiam\u00f2 don Antonio Bianchetto a sostituire don Sforza nella guida pastorale della parrocchia, uno dei preti che pi\u00f9 riteneva capaci, e ci\u00f2 per l\u2019affetto che lo legava alla popolazione di San Zenone. Bianchetto, nato a Treviso da una famiglia agiata, il 24 maggio 1833, a soli 22 anni venne ordinato sacerdote nel 1855. Svolse la sua opera prima presso la chiesa di Santo Stefano a Treviso e poi come professore di storia e di matematica presso il Ginnasio del Seminario. Fu nominato parroco il 28 giugno 1873 e fece il suo ingresso pastorale il 7 settembre dello stesso anno. Appena arrivato, la sua preoccupazione fu quella di completare la nuova parrocchiale dandole un campanile adeguato, e di questa immediata preoccupazione si ha traccia in una lettera del Vescovo Zinelli indirizzata a don Bianchetto e datata 24 ottobre 1873 (solo un mese dopo il suo arrivo). Per\u00f2, la preoccupazione principale di don Bianchetto era quella di istruire cristianamente i propri parrocchiani, vista la non positiva osservazione di Mons. Zinelli. Nella visita pastorale del 1867, il Vescovo, infatti, aveva osservato che esisteva \u201cuna dottrina non molto soddisfacente\u201d. Per ottenere questo, aiut\u00f2 la parrocchia anche con iniziative sociali ed economiche come la Societ\u00e0 di Mutuo Soccorso, che ben presto fu trasformata in Cassa Rurale e l\u2019 Unione Agricola. Il 1 agosto 1885 l\u2019arciprete fu nominato canonico onorario del capitolo della cattedrale. Ma non termina qui l\u2019opera di Mons. Bianchetto, che a San Zenone \u00e8 ricordato soprattutto per il nuovo Santuario della Madonna del Monte. Il 2 giugno 1890 Mons. Bianchetto scriveva al Vescovo queste parole: \u201cLa chiesa che esiste sul monte della Madonna minaccia rovina. Sarebbe quindi desiderio di questa popolazione demolirla e di costruire nel medesimo luogo un tempietto di stile lombardesco, che ricordi i tempi degli Ezzelini, sopra cui avanti si innalzerebbe la nuova fabbrica. Il sottoscritto a nome dei suoi parrocchiani presenta istanza a V E. perch\u00e9 si degni di concedere la relativa facolt\u00e0. Baciandole il sacro anello mi protesto Antonio can. Bianchetto\u201d. La risposta del Vescovo, Mons. Giuseppe Apollonio, fu la seguente: \u201cLodo il progetto; permetto che venga attuato e benedico Mons. arciprete e tutti quelli che lo aiuteranno a mettersi in opera quella molto religiosa e felice idea Giuseppe Vescovo\u201d. Si inizi\u00f2 cos\u00ec l\u2019opera di costruzione del Santuario. La chiesa fu ideata dal prof. Carlini di Treviso in stile lombardesco, sotto la direzione del signor Francesco Spagnolo, capomastro, con la collaborazione di tutto il popolo e decorata dal pittore No\u00e8 Bordignon. Fu inaugurata il 22 novembre 1891. L\u2019anno seguente venne aggregata alla Basilica Lateranense. Tutte queste gioie sembravano non dover mai conoscere ombre, le quali per\u00f2 gi\u00e0 si affacciavano all\u2019orizzonte per esplodere il 21 novembre 1893, giorno dell\u2019inaugurazione del nuovo campanile e delle campane del Santuario. Motivo della discordia furono i nomi del parroco e dei fabbricieri sulle campane come voleva la consuetudine del tempo. Si arriv\u00f2 a cancellarli. Mons. Bianchetto, amareggiato, per questo pianse e dopo la Pasqua del 1894 decise di andare in pellegrinaggio in Terra Santa. Ritornato, durante la sosta nella casa paterna, mor\u00ec improvvisamente il 4 giugno 1894. In parrocchia si erano preparate grandi feste per il suo ritorno, ma il 6 giugno il popolo Sanzenonese si ritrov\u00f2 unito ad accompagnare il proprio parroco accanto alla tomba di don Sforza, dove aveva chiesto di essere sepolto.<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mons Antonio Bianchetto Il Vescovo Zinelli chiam\u00f2 don Antonio Bianchetto a sostituire don Sforza nella guida pastorale della parrocchia, uno dei preti che pi\u00f9 riteneva capaci, e ci\u00f2 per l\u2019affetto che lo legava alla popolazione di San Zenone. 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