{"id":57,"date":"2012-05-19T08:38:42","date_gmt":"2012-05-19T08:38:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/?page_id=57"},"modified":"2019-11-11T11:40:50","modified_gmt":"2019-11-11T09:40:50","slug":"chiesa-s-zenone-v-m","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/8296-2\/storia-2\/chiesa-s-zenone-v-m\/","title":{"rendered":"Chiesa S.Zenone V.M."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/galleria-immagini\/chiesa-di-san-zenone-degli-ezzelini\/csz_hdr12\/\" rel=\"attachment wp-att-363\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-363\" title=\"CSZ_HDR12\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/CSZ_HDR12-800x533.jpg\" alt=\"\" width=\"780\" height=\"519\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/CSZ_HDR12-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/CSZ_HDR12-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/CSZ_HDR12-375x250.jpg 375w, https:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/CSZ_HDR12.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/a>Fin dal 1765 l\u2019avvocato curiale, nel proposito allora preso di annettere il beneficio della chiesa di S. Marco alla collegiata di Asolo, contro il parroco don Piloni, sosteneva la tesi di far costruire una nuova chiesa per le esigenze spirituali e pratiche della popolazione di San Zenone. Si arrivo al 1855 quando il progetto sembr\u00f2 avere una spinta definitiva. Cinque anni passarono sia nel disbrigo delle pratiche necessarie presso le autorit\u00e0, sia perch\u00e9 la popolazione doveva sostenere un sacrificio non indifferente per l\u2019onerosit\u00e0 dell\u2019impresa. Le condizioni economiche della chiesa non erano floride, ma don Luigi Sforza e la fiducia degli abitanti nella Provvidenza fecero si che il loro proposito si trasformasse in realt\u00e0.<\/p>\n<p>La stessa famiglia dei conti Di Rovero donava il terreno scelto dal parroco per l\u2019area della nuova chiesa quando il vescovo autorizzava l\u2019atto, con l\u2019approvazione favorevole degli stessi fabbricieri Angelo Tedesco, Floriano Mazzarrollo e Andrea Pellizzari, in data 1 novembre 1860. L\u2019approvazione del vescovo spianava la strada per gli altri pareri favorevoli. ln primo luogo quello della Imperial Regia Delegazione. Due furono i disegni per la nuova chiesa. Il 9 maggio 1858 venne presentato il disegno di Andrea Favero, che passato all\u2019ingegnere Francesco Pellizzari di Castelfranco V.to perch\u00e9 ne redigesse &#8220;il regolare fabbisogno&#8221;, importava una spesa di Lire 73.700. La somma, un po\u2019 troppo onerosa, date le cattive condizioni della cassa parrocchiale, poteva essere ridotta a Lire 60.000. Il disegno non ebbe la dovuta fortuna presso le autorit\u00e0 e non venne approvato. Il 1 settembre 1862, un altro progetto del1\u2019ingegner Pellizzari veniva approvato con la spesa prevista di Lire 45.000. Repentinamente i lavori iniziarono; il materiale di costruzione veniva trasportato dalla popolazione fin presso la costruenda chiesa, dalle notevoli proporzioni.<\/p>\n<p>L\u2019attuale sagrato in una giornata di festa, Don Luigi Sforza, quasi dubitando della riuscita dell\u2019impresa, volle che la cerimonia della posa e benedizione della prima pietra si svolgesse nella maggiore umilt\u00e0 possibile. Ci\u00f2 avvenne il 2 febbraio 1860, giorno anniversario dell\u2019ordinazione sacerdotale dell\u2019arciprete e del suo ingresso in parrocchia, avvenuto 19 anni prima. Lo spazio per il piazzale della chiesa ancora mancava fino a quando don Sforza comper\u00f2 un fondo dai fratelli Cesare e Luca Vignola usufruttuari del loro padre N.H. Sebastiano Vignola. Un consigliere aulico dell\u2019imperatore Ferdinando d\u2019Austria, Francesco Garinger, informatosi dal vescovo di Treviso circa la richiesta di sussidi, il 17 dicembre 1861 annunciava l\u2019assegno di 400 fiorini in argento. La fatica dei parrocchiani, mista all\u2019ardore di riuscire con successo nell\u2019impresa, si prolung\u00f2 per 10 anni, finch\u00e9 il sacro edificio venne portato al punto quasi sospirato. Si present\u00f2 allora il problema dell\u2019abitazione del parroco.<\/p>\n<p>Si susseguirono numerose vicende per l\u2019accaparramento di un fondo da parte di don Sforza, ricevendo sia dal vescovo e dalla Santa Sede un parere negativo, anche se i lavori della canonica erano gi\u00e0 stati iniziati. In data 22 gennaio 1872 don Sforza, coraggioso e tenace pi\u00f9 che mai, otteneva da Roma la sanatoria. Sul finire del 1870 la nuova chiesa arcipretale era gi\u00e0 coperta e si poteva ritenerla adatta al culto. La contentezza e la felicit\u00e0 di don Sforza, come scrive il Bernardi, nel suo La Pieve di San Zenone, erano irrefrenabili e inenarrabili. L\u2019anziano arciprete informava il vescovo dell\u2019obiettivo raggiunto, fissando per il 13 agosto 1871 la solenne cerimonia della dedicazione. Dopo la consacrazione da parte del vescovo, l\u2019arciprete don Sforza moriva in clinica a Padova all\u2019et\u00e0 di 69 anni. Era il 26 luglio 1872. A lui, il 7 settembre 1873 subentrava don Antonio Bianchetto. Per il completamento della chiesa mancavano i lavori di intonacatura esterna e di decoratura dell\u2019interno. L\u2019incarico fu affidato ad un affermato e apprezzato pittore, nativo di Castelfranco V.to, No\u00e9 Bordignon, che gi\u00e0 nel 1869-1870 aveva dipinto il soffitto. Vi lavor\u00f2 ad intervalli di tempo, dal 1874 al 1882. Nel frattempo mons. Bianchetto preparava il terreno per la costruzione della torre campanaria, presentando una domanda di sussidio al consiglio comunale, che assegno 4.000 Lire. La delibera, per\u00f2,veniva bocciata dalla Prefettura, anche se il Comune aveva dichiarato che un tale assegno sarebbe stato coperto dal ricavato della vendita dei terreni comunali incolti. Mons. Bianchetto profuse tutto il suo patrimonio familiare, continuando a lavorare instancabilmente per la chiesa; acquist\u00f2 4 magnifici confessionali, le tribune e le cantorie. Il successore, mons. Vitale Gallina, trovo le condizioni adatte per la riduzione di una sacrestia a oratorio della Sacra Famiglia.<\/p>\n<p>A lui si deve la commissione dell\u2019altare maggiore, non di raffinato gusto artistico, ma pur sempre opera che onora il lavoro dei fratelli Cavallin di Pove, i quali lo terminarono nel 1912. Gli affreschi di No\u00e8 Bordignon, presenti nella chiesa parrocchiale, rappresentano lungo il soffitto: la carcerazione del Beato Giordano Forzat\u00e8 nel castello di San Zenone, l\u2019Assunzione in cielo di Maria Vergine e la gloria di San Zenone; sulle pareti laterali, gli apostoli; sull\u2019abside il giudizio universale; la Fede, la Speranza, la Carit\u00e0 sulla lunetta interna sopra la porta maggiore, le prime due sulle lunette delle cappelle laterali. Sono lavori dell\u2019et\u00e0 giovanile dell\u2019artista, densi di sentimento religioso e trattati con tecnica robusta e sicura; fra tutti si eleva la carcerazione del Beato Giordano. L\u2019 armonia sicura della composizione, la calda fusione dei colori e il movimento dei personaggi ne fanno un quadro pieno di vita. Meravigliose e indovinate le figure dei due guerrieri che assistono al colloquio del loro capo con il Beato, il quale campeggia nel mezzo della scena quasi parlante. ll Giudizio Universale \u00e8 senz\u2019altro l\u2019opera pi\u00f9 impegnativa della vasta produzione di lavori a carattere sacro eseguiti da No\u00e8 Bordignon. Il grande affresco riecheggia chiaramente il Giudizio Universale di Michelangelo. Il Bordignon, per realizzare il suo grande affresco si \u00e8 ispirato al noto passo evangelico di Matteo (25, 31-46). Bordignon interpreta il messaggio evangelico, con un tono patetico ed elegiaco, le chiare intenzioni di invito ai cristiani a compiere il loro dovere per aiutare il prossimo. Il Cristo di Bordignon non ha certamente ne la posa ardita ne l\u2019impeto drammatico di quello realizzato da Michelangelo. Il suo gesto non \u00e8 imperioso, ma solenne e ricorda quello pacato del Cristo dipinto da Raffaello nella disputa del Sacramento. La parte superiore dell\u2019affresco obbedisce ad uno schema abbastanza simmetrico e statico. Ai lati del Cristo si notano alcune figure di Santi e il Re David. A questa scena si contrappone quella terrena: un enorme rettangolo diviso, grossomodo, da una diagonale, la quale, partendo dall\u2019angolo di base a sinistra, arriva sino all\u2019altezza della linea dell\u2019orizzonte a destra. L\u2019enorme rettangolo risulta cos\u00ec diviso in due triangoli: quello superiore, illuminato da una luce abbagliante, contiene quasi tutte le figure degli eletti. La scena evangelica, del resto, presenta un dialogo che dovr\u00e0 svolgersi tra la moltitudine e il Signore: molte figure, infatti, sono colte nel momento in cui parlano, implorano, gridano impaurite o esprimono un vago senso di speranza. Una speranza, resa certa dall\u2019irrompere nella parte centrale dell\u2019affresco, di un angelo con la tromba nella mano sinistra, mentre con la destra indica la direzione dove si dovranno radunare i giusti: alcuni dei quali stanno salendo o sono gi\u00e0 arrivati in cielo. Tra le figure magnifiche degli apostoli spiccano e vanno meritatamente lodate quelle di San Pietro, San Giovanni e Sant\u2019Andrea. La &#8220;Carit\u00e0&#8221;, tra le virt\u00f9 teologali \u00e8 la pi\u00f9 riuscita, animata da un tranquillo sentimento di affettuosa maternit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/galleria-immagini\/chiesa-di-san-zenone-degli-ezzelini\/csz_hdr7\/\" rel=\"attachment wp-att-359\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-359\" title=\"CSZ_HDR7\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/CSZ_HDR7-800x500.jpg\" alt=\"\" width=\"780\" height=\"487\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/CSZ_HDR7-800x500.jpg 800w, https:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/CSZ_HDR7-400x250.jpg 400w, https:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/CSZ_HDR7.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.parrocchiasanzenone.it\/wordpress\/?page_id=348\">Vai alla galleria immagini della chiesa per vederne altre&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Fin dal 1765 l\u2019avvocato curiale, nel proposito allora preso di annettere il beneficio della chiesa di S. 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